Il giocatore pensante

Come le grandi squadre del passato ci insegnano, per puntare alla gloria e ai successi, c’è sempre stato bisogno di un certo tipo di giocatore pensante e dai piedi buoni, che sapesse illuminare il gioco con i suoi colpi di classe e dominare il centrocampo.

Dopo svariati secondi di estenuante ricerca, anche la Brunetta è finalmente riuscita a trovare il profilo giusto che corrispondesse alle caratteristiche richieste…e questo giocatore risponde al nome di Salvatore Piseddu.

Giocatore? Forse. Pe(n)sante? Senza dubbio. Sicuramente con due piedi, si presenta al grande pubblico con giocate che ricordano il suo idolo Marc Lenders, che tutti gli appassionati di calcio hanno imparato a conoscere durante le interminabili partite della Muppet.

Tocchi di gran classe e giocate imprevedibili gli fanno guadagnare le attenzioni del Barcellona, che lo convoca per un provino. Ma quando tutto sembrava pronto per apporre la firma sul contratto in salsa catalana, arriva il veto nientepopodimeno che della Pulga, che, spaventato dalla concorrenza, convince i dirigenti blaugrana o non ingaggiarlo.

Inizia quindi un lungo peregrinare che porta il nostro regista dal peso specifico importante ad arrivare a Torino, dove incontrerà subito un altro giocatore che come lui, sposta gli equilibri.

Ed è qui che le strade della Brunetta e di Pise si incontrano, dando vita ad un sodalizio che ha visto fruttare già ben 7 reti nella stagione 2017-2018, oltre ovviamente a numerose giocate di livello sopraffino (circa 4).

Lo sguardo famelico non è cambiato negli anni, una volta forse più per un barattolo di Nutella lasciato incustodito, oggi invece per il desiderio di gonfiare la rete avversaria (o per una media doppio malto).

 

E se anche voi siete impazienti di ammirare le sue giocate funamboliche, non vi resta che aspettare il prossimo appuntamento domenicale di campionato, o in alternativa appostarvi pazientemente il venerdì sera in qualche bar nascosto di Santa Giulia per l’apparizione del suddetto Salvatore… i risultati sono garantiti!

 

 

 

The goalkeeper

Dopo ben 75 presenze nella nazionale dei tre leoni, in un insolito weekend di settembre, uno degli estremi difensori più famosi d’oltremanica ha deciso di tornare in attività e difendere la porta della nostra amata Brunetta.

Come si evince dalla foto scattata, il fisico è sempre lo stesso, scattante e agile, nonostante l’ultima apparizione sul rettangolo verde risalga ormai al lontano 2002.

C’è chi dice di averlo visto nel frattempo cimentarsi nella carriera di Dj con qualche buon risultato, altri invece sono sicuri di averlo visto per le strade di Vanchiglia con una Tennent’s in mano con risultati ancora migliori. Noi non possiamo far altro che ringraziarlo per l’onore che ci ha concesso scendendo in campo con noi.

Thank you Jeb Seaman

L’anello di congiunzione capitolo 2

L’anello di congiunzione capitolo 1 era stato stupefacente, ma questo signori è molto di più. Immagini di repertorio si sovrappongono, fanno strabuzzare gli occhi e inducono a incerti monologhi interiori: ma allora, cioè veramente…, oh no dai non ci credo, perché non l’ha mai detto?! Io avrei capito, non c’è nulla di male d’altronde… Ma me lo farà un kebab la prossima volta?

 

 

Un presentatore radio-televisivo insopportabile, un doner-centrocampista turco-crucco e un anchilosato trequartista-mediano-centrale-di-difesa-a-sto-punto-futuro-portiere. Come nel gioco delle tre carte sta a voi scegliere gli abbinamenti giusti tra immagini e realtà: vi suggeriamo che uno dei tre milita nell’ASD Brunetta Calcio, porta sempre con sé una ciambella salvagente intorno alla vita e vi vuole mangiare (calcisticamente parlando).
Se avete capito di chi si tratta la prossima volta che lo incontrate in spogliatoio, provate a ordinargli un kebab sensa scipola e sensa picante. Sergio Nicola İlkay Callipo Gündoğan Savino vi guarderà storto e con decisione risponderà: “No, alla Brunetta vogliamo tutto, pure le salse.”.

Kiellistov Swarovsky

Dalla lontana Rivarest in Ligurdistan, abbiamo scovato un terzino adattabile al ruolo di centrocampista centrale (lui dice di essere ala, come Causio, ma nessuno gli crede). La sua religione non gli permette di essere puntuale e spesso compie lunghi pellegrinaggi fino alla Fonte della Spuma, luogo mistico di perdizione e focacce.
Giocatore tutto fisico e canottiera, non taglia mai il traguardo della metacampo. Punti deboli? Tutti, dalle caviglie al naso. Punti forti? La mummificazione. A vederlo non pare proprio un affare averlo preso, però ce lo teniamo perché ha bisogno di cure: è astemio.