Ci risiamo. Eccoci qui a prendere appunti sulle prossime scadenze: iscrizioni, tesseramenti, inizio campionato. Oh guarda, il 2027 è il ventesimo anno dell’era Brunetta, dobbiamo inventarci qualcosa.
Non vogliamo che questo anno sia banale, ma nemmeno gli altri volevamo che lo fossero e onestamente non lo sono mai stati. Ed è qui che sta il bello: ogni anno la società prevede, spera, scongiura, si prepara e poi quando è lì, al 15 di settembre pronta per partire carica come una molla, non sa niente di niente su come andrà la stagione. Il mondo dei dilettanti è così: per quanto i giornali millantino di sapere, scarseggiano le informazioni sulle altre squadre e sui gironi. Fare previsioni serve a ben poco, di conseguenza anche mettersi degli obiettivi lascia il tempo che trova: play off? play out? Teniamo la categoria? Saliamo diretti? A pensarci uno vale l’altro.
Negli anni un po’ di esperienza l’abbiamo maturata e per costruire una squadra almeno una cosa l’abbiamo capita: le troppe incognite non vanno bene. Con questo principio in testa, trovare l’equilibrio è un’impresa: puoi mai sapere se il tuo giocatore di punta ha il pranzo dei 120 anni della nonna proprio la domenica decisiva per il campionato? O magari il bomber da 20 gol del girone d’andata si laurea e fugge all’estero come tanti altri ragazzi e ragazze?
Certo, comprare la squadra di due categorie più su dà magari delle certezze in più, ma in linea di massima conta solo lavorare su sé stessi. Migliorare come singoli e come reparti. Ogni giocatore può porsi obiettivi personali e sudare per raggiungerli e, a dispetto di quanto può sembrare, proprio perché una stagione è lunga e a gennaio fa freddo, ci vuole un allenamento mentale notevole per riuscire a essere costanti, presenti e sani.
Quello che una società può chiedersi è questo: almeno sulla carta siamo migliorati dove eravamo carenti? Mi rendo conto che detta così suona meno allettante per tutto l’ambiente (ma poi chi? I tifosi?), ma ci stiamo mettendo in trappola da soli e tutto per scimmiottare il mondo professionistico che di suo è già abbastanza penoso. E tutto questo per cosa? Qualche like in più?
Arrivare a festeggiare i vent’anni è sicuramente un evento storico, speriamo di renderlo ancora più significativo con una stagione travolgente.