Convocazioni Circolo Da Giau – Brunetta Calcio di domenica 19/10/14

Avataneo Niccolò
Benussi Carlo
Cacarrone Gabriele
Callipo Sergio
Cortassa Massimiliano
Cristiani Vincenzo
D’Angelo Fabio
D’Onghia Michele
Faletti Edoardo
Lucciarini Mattia
Molinari Callisto
Ravetto Dario
Rosso Andrea
Sansonna Francesco
Stante Francesco
Trombatore Fabio
Versini Riccardo
Appuntamento alle 13.20 in via Don Grazioli 41. Con il documento d’identità, puntuali e grintosi.
 

Brunetta Calcio – KL 2-0

Formazione: 1 – Dario Ravetto; 2 – Sergio Callipo; 3 – Carlo Benussi (cap.); 4 – Marco Sceusa; 5 – Michele D’Onghia; 6 – Niccolò Avataneo; 7 – Fabio D’angelo; 8 – Callisto Molinari; 9 – Fabio Trombatore; 10 – Gabriele Cacarrone; 11 – Vincenzo Cristiani.
A disposizione: 12 – Riccardo Versini; 13 – Edoardo Faletti ; 14 – Francesco Sansonna (45′ st per Cristiani); 15 – Mattia Lucciarini; 16 – Andrea Messidoro (30′ st per Avataneo); 17 – Francesco Stante (35′ st per Trombatore); 18 – Andrea Rosso.
Commento: l’autunno inoltrato compie il suo dovere trascinando con sé pioggia e cielo grigio su Torino e la Brunetta decide di essere testimone di questa stagione così coscienziosa, portando a casa i primi tre punti dell’anno grazie a una partita diligente, convincente e, a tratti, annichilente. Il match potrebbe nascondere insidie, potrebbe essere come quei viali alberati che in autunno si riempiono di foglie secche tra le quali, mimetizzati come marines, potrebbero celarsi escrementi di cane: potrebbe essere un attimo mettere un piede in fallo e ritrovarsi con l’amaro e l’umore sotto le scarpe. Sappiamo tutti che è già successo in questo campionato ed è per questa ragione, o forse semplicemente per voler tornare a casa con le scarpe pulite, che la partita pende fin da subito dalla parte giusta. Con intensità e caparbietà i contrasti virano sempre verso il lato giusto e la pressione sul portatore di palla diventa determinante, due volte: la prima quando Molinari scippa il borsello-pallone al vecchietto-terzino, entra in negozio compro oro-area di rigore e in diagonale di destro incassa-insacca. La seconda volta quando Trombatore, dopo una bagarre spalla-spalla con il proprio marcatore, taglia il traguardo per primo conquistandosi il diritto a buttarla di nuovo dentro. Dagli spalti giurano che nell’instante dell’azione qualcuno ha gridato “All’esterno del centrale non ce la può fare, non ce la può fare; ce la fa, ce la fa!! Cosa ha combinato Tromba in un metro e mezzo!! È passato dove non si può, dove c’è scritto ‘vietato passare’, dove te lo vietano gli dei!! Tromba c’è! Tromba c’è! Tromba c’è!!“, però nessuno ha capito chi fosse. A ogni modo quel che conta è essere a due foglie secche schiacciate a zero dopo il primo tempo.
A inizio secondo si soffre, piove storto e s’intravede a mala pena la metà campo oltre la riga, però i blu scuro quasi notte avversari non impensieriscono: girano, tirano, prendono, fanno, lanciano, cambiano, ma faticano. La squadra reggae, allontana la minaccia di Babilonia e in levare riparte. E divora goal già scritti a referto: Cristiani lanciato nel west si presenta a tu per tu (ma più che “a tu per tu”, era un “a tu proprio tu, per tu ma proprio tu”) con il portiere: potrebbe passarla a Stante di fianco, oppure dribblare Stante e il portiere, oppure ancora dribblare Stante, il portiere e passarla a Stante di fianco, invece scucchiaia con il mestolo e il goal si cancella da solo dal referto. Dopo questo episodio infame, l’escremento tra le foglie con tanto di ultimi dieci minuti di fuoco durante i quali vorresti solo star fermo per non pestare nient’altro e invece devi rischiare e correre lungo tutto il viale alberato sembra sicuro; invece no, il viale finisce, siamo arrivati, con le scarpe pulite e tre punti in tasca.

Convocazioni Brunetta Calcio – Kl di domenica 12/10/14

Avataneo Niccolò
Benussi Carlo
Cacarrone Gabriele
Callipo Sergio
Cristiani Vincenzo
D’Angelo Fabio
Faletti Edoardo
D’Onghia Michele
Lucciarini Mattia
Messidoro Andrea
Molinari Callisto
Ravetto Dario
Rosso Andrea
Sansonna Francesco
Sceusa Marco
Stante Francesco
Trombatore Fabio
Versini Riccardo
Alle 13.20 in corso Tirreno 303. Portatevi il documento per la distinta e siate puntuali. Daje!

Andezeno – Brunetta Calcio 3-3

Formazione: 1 – Dario Ravetto; 2 – Sergio Callipo; 3 – Carlo Benussi (cap.); 4 – Marco Sceusa; 5 Michele D’Onghia; 6 – Niccolò Avataneo; 7 – Fabio D’angelo; 8 – Callisto Molinari; 9 – Francesco Stante; 10 – Gabriele Cacarrone; 11 – Vincenzo Cristiani.
A disposizione: 12 – Riccardo Versini; 13 – Francesco Sansonna; 14 – Roberto Cossu (35′ st per Sceusa); 15 – Mattia Lucciarini; 16 – Andrea Messidoro; 17 – Fabio Trombatore (30′ st per Stante); 18 – Andrea Rosso (25′ st Avataneo).
Commento: per la classifica avulsa inglese che segue le norme CEE di Kioto 2020, il pareggio in trasferta conta di più. Per gli undici di Ravetti che in una domenica soleggiata se la sono vista contro i blu dell’Andezeno, ancora imbattuti dall’inizio della stagione, il pareggio in trasferta vale un punto che, arrivati a questo punto, pesa quanto la prima pietra che è stata posata per costruire Roma.
A inizio partita i padroni di casa giocano come se fossero in casa, ma senza esagerare, mentre gli ospiti biancorossi, più guardinghi e sospettosi che il campo in erba vera nasconda delle falle, faticano a entrare in partita. In ordine sparso si segnalano: un salvataggio di Sceusa sulla linea, qualche incursione potenzialmente pericolosa e una rete. D’improvviso, però, la partita muta: la Brunetta alza la voce e il baricentro, Cacarrone e Avataneo salgono in cattedra a dettare i tempi, gli esterni puntano i terzini e la punta esterna un goal: capitan Benussi raccoglie una respinta della difesa offrendo a Cacarrone che chiude il triangolo con il terzino lanciato sul fondo; cross al centro, respinta corta della difesa e tiro di Stante che si insacca alle spalle del portiere. Parità sudata e guadagnata, ma di breve durata. Prima dell’intervallo D’onghia, in vantaggio sul diretto avversario, subisce un contatto che l’arbitro giudica regolare e non riesce a spazzare, la palla finisce sui piedi dell’attaccante in blu che riporta avanti i suoi allo scadere.
Sotto di nuovo nel punteggio, la Brunetta nella ripresa ci mette anima e corpo per raddrizzare la partita e, grazie ai subentrati e alla loro maggiore freschezza atletica, il predominio territoriale e il gioco portano finalmente frutti: dopo aver mosso la palla con passaggi corti e precisi nella trequarti avversaria, la sfera giunge a Molinari che imbecca con un passaggio filtrante D’angelo. A tu per tu con il portiere l’ala s’incanta, aspetta, tira e conquista un angolo. Ma il profumo del goal si sente, è nell’aere(a) in cui Trombatore entra palla al piede subendo fallo: rigore. Molinari sul dischetto, destro angolato, rasoterra e portiere fermo. Simile a un timbro dell’ufficio pubblico più burocratico e parastatale dell’intero mondo mondiale, a certificare una sorta di massimo sforzo prodotto per raggiungere nuovamente il pari, arriva, puntuale come una bolletta, un altro vantaggio dei padroni di casa: da calcio piazzato la palla giunge in area e il capitano difensore centrale loro, salito a battagliare nell’altrui fortino, insacca di testa in completa solitudine, quasi sperso. Mentre loro esultano, improperi riecheggiano tra le colline.
I biancorossi però hanno cuore pure oggi e oggi non è lo stesso oggi della sconfitta immeritata della scorsa settimana e nemmeno è l’oggi di due settimane fa, che non si dice neanche quello che è successo perché ancora scotta. E quindi? Quindi Trombatore fa goal, ripareggia, esulta, con tutti, in campo. Però, neanche il tempo di risistemarsi il ciuffo concitato dalla corsa, che quasi formicola il braccio sinistro, monito sinistro di un colpo al cuore: corner per loro, stacco di testa dal dischetto, palla a lato di una pannocchia. La circolazione sanguigna si riprende, pure troppo che sembra intravedersi la beffa per loro, ma ormai il più è fatto, il dado è tratto e la partita è finita.
Arrivati a questo punto, il punto sudato è guadagnato. Arrivati a questo punto, finalmente la classifica non è più un encefalogramma piatto (lungi dal pensare che il collettivo lo fosse mai stato). Arrivati a questo punto, inizia il campionato. Arrivati a questo punto, ne restano altri.