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Ed eccola! La prima vittoria stagionale della Brunetta Calcio arriva in un tardo pomeriggio sul campo del Real Villastellone, squadra in una più alta posizione in classifica. Il mister Ravetti rivoluziona la formazione e schiera la sua squadra con un 3-4-1-2 che offre maggiore copertura alla difesa e che permette ripartenze più rapide sfruttando la velocità degli esterni. Da copione abbiamo Bardini fra i pali, i tre centrali sono Capezzera, Barbieri G. e Lavia; a correre sulle fascia destra Agliata e sulla sinistra Trombatore con in mezzo al campo la coppia formata da capitan Cortassa e Castello; Nicoletti trequartista libero di svariare sul fronte d’attacco e Petrini-Barbieri P. coppia avanzata.
Pronti via e la Brunetta passa. Da un calcio di punizione dalla trequarti battuto da Castello, Barbieri P. si avvita e di testa allunga la traiettoria del pallone sul quale Trombatore si avventa e, ancora di testa, batte il portiere in uscita. I padroni di casa sono frastornati e la Brunetta prova ad approfittarne: dalla sinistra arriva un’ottima occasione per Nicoletti che, dopo aver ricevuto da Barbieri P., spara un tiro di mezz’esterno che si spegne a fil di palo. Subito dopo, però, da un rilancio della difesa avversaria, Lavia s’infortuna scattando verso il pallone e risentendo di un affaticamento alla coscia. Al suo posto entra Faletti che si piazza a coprire il buco lasciato dal compagno. Cortassa e Castello frenano bene le iniziative avversarie e i due esterni, con il doppio compito di offendere e difendere, si disimpegnano egregiamente sulle fasce. Bardini non corre troppi rischi e, quando è chiamato in causa da un tiro dell’attaccante, devìa bene in calcio d’angolo. La partita è combattuta soprattutto a centrocampo e le occasioni latitano, il Real Villastellone prova a mantenere il pallino del gioco ma i ragazzi della Brunetta, strigliati dal mister in panchina, mantengono alta la concentrazione e interrompono sempre la trama avversaria. Così la partita scivola lentamente verso l’intervallo. Unico episodio da segnalare è un grottesco battibecco tra l’arbitro e l’assistente Roberto Cossu “beccato” mentre era al cellulare intento ad accordarsi sull’orario di lavoro.
Inizia la ripresa e la squadra di casa si riversa nella metacampo avversaria, ma la Brunetta, guidata da Barbieri G. in veste di libero, si difende con ordine e punge in contropiede. Proprio grazie a una ripartenza, Petrini si smarca sulla fascia destra e mette al centro un cross teso verso Barbieri P. che, sbilanciato, non riesce a ribadire in goal. Il Real Villastellone prova in ogni modo a spaventare la difesa avversaria, cambiando tre giocatori nei primi dieci minuti della seconda frazione. Le forze fresche si fanno sentire e in questo frangente la Brunetta rischia di subire il pari in due occasioni: prima con un tiro insidioso da fuori area che finisce a poca distanza dal palo alla destra di Bardini e poi con un tiro-cross che lo stesso portiere della Brunetta respinge in calcio d’angolo. Annusata la paura la compagine bianco-rossa reagisce e prova a colpire con un tiro di Nicoletti che, dopo essersi smarcato al limite dell’area, scarica un destro potente che impegna il portiere. Ravetti nota che la squadra è stanca e opta per alcuni cambi: entrano Molinari, Galasso e Pavia per l’esausto Barbieri P., il concreto Petrini e il combattivo Nicoletti. Il Real Villastellone non ci sta a perdere davanti al proprio pubblico e continua ad attaccare, ma la Brunetta risponde contrasto su contrasto non concedendo mai occasioni da goal. Più si avvicina il novantesimo, più la tensione aumenta e iniziano a fioccare anche i cartellini gialli. La partita, tuttavia, non si incattivisce e la Brunetta, senza troppi patemi, riesce a conquistare la tanto agognata vittoria.
Mister Ravetti può gioire e con lui tutta la squadra che, per la prima volta in questo campionato, è riuscita a mantenere la giusta determinazione per tutti i novanta e più minuti. Merito sicuramente del lavoro settimanale e del clima concentrato e silenzioso che i giocatori hanno saputo preservare anche quando erano sotto pressione dell’avversario.