Un pareggio a reti bianche porta un punto ai biancorossi nella quarta giornata del campionato di Seconda Categoria Girone D Torino 2025/2026. Una partita tosta che, forse, se fosse stata giocata con un po’ di convinzione in più, sarebbe stata più gratificante.
In campo
Formazione: Bastianini; Olivieri (cap.), Guinis, Marongiu, Racciatti; Ferrarese, Vernassa, Amorese; Montagnino, Cammarota, Mesiti.
A disposizione: Belgrano, Angì, Arrigo, Gara (60′ per Ferrarese), Lamorte (65′ per Montagnino), Licheri, Lucciarini, Murru ( 75′ per Mesiti), Vlashi (80′ per Cammarota).
Tabellino: zero gol fatti, ma nemmeno subiti.
Una giornata eburnea
Con gli occhi all’insù e il naso pronto a fiutare una buona giocata, una volta arrivati al campo, gli indovini scommettitori l’avevano pronosticato:
“Con un cielo così lattiginoso e chiaro, oggi finisce a reti bianche”
Un esperto
L’esperienza certe volte è tutto e la partita tra Brunetta è Sisport e una di quelle volte.
Le malelingue potrebbero parlare subito di una combine, “qualcuno l’aveva detto, si sapeva, era già scritto”, il vaticinio però non poteva sapere che invece battaglia è stata: su ogni pallone, con i denti e con le unghie dei portieri a deviare tiri ravvicinatissimi e lontani. Da un lato scatti, contrasti e dribbling, dall’altro piedi buoni, fisico e manovra: due modi di interpretare il calcio equivalenti e, visto il finale, annullanti. Qualcuno tra i più canuti, adattissimo alla giornata, l’aveva già capito.
Certo, una squadra può forse recriminare di più, ma non saremo noi a dirvi quale, anche perché l’altra ha ribattuto e, alla fine, entrambe hanno provato fino in fondo a spezzare un equilibrio già scritto nel tabellino e nel destino, chissà poi perché.
La chiave sembra essere nascosta da qualche parte nel girone, dove l’equilibrio pare regnare sovrano. È un’armonia strana, legata a scossoni che poi si compensano nella giornata seguente, senza continuità se non quella delle sorprese costanti. In questa dimensione allora, i pallidi esperti, marmorei nella loro posa da sfinge, possono anche indovinare un risultato di giornata, se lo sentono nelle viscere appena escono di casa.
I segnali sono chiari per chi li sa interpretare, cristallini, candidi come l’innocenza di un gol sbagliato quasi allo scadere dopo una sgroppata di trenta metri, tre avversari saltati, che finisce a tu per tu con il portiere. Questa può essere la morale di uno zero a zero?
Dirigenti, giocatori e tifosi biancorossi, annebbiati dal tifo e dalla partigianeria, non possono accettare un avvenire già scritto e quindi ogni settimana cercano il miglioramento e ogni domenica perdono la voce.
Fosse stato a dicembre, avrebbe nevicato.
